IN VIAGGIO CON ME STESSO

noir 1Sono stato bravo a non lasciare i miei pensieri in pasto alle emozioni. Avrei pianto sui tuoi attimi e saresti stata poi un amaro ricordo e il tutto mi rimaneva un verso della piega che da sempre non mi andava. Così sono stato sul treno in viaggio verso l’uomo che sono. Uno di quei viaggi lunghi, che non finiscono mai, e che mi piaceva fare per mettere una distanza tra me e i pensieri. Il mare poi mi avrebbe tenuto compagnia se solo avessi buttato l’occhio fuori dal finestrino. Ma mi ritornavi pensiero ad ogni curva e sobbalzo del mio sentire. Avrei voluto rispondergli qualcosa, a proposito delle lacrime che forse in silenzio avrebbero avuto la libertà di scendere, invece di tacere e sentirmi dentro cubetti di ghiaccio, abbandonati a essiccarsi al sole del rimorso. Ho taciuto la risposta, in quel vile attimo della ragione che divorava il non senso di un ritorno. Ed è così che il nulla prendeva forma di deserto mentre a grandi colate si estendeva a macchia d’olio sulla mia anima. Ho sollevato gli occhiali da sole e ho guadato fuori il mio confine, laggiù dove il mare mi acceca dietro l’opaco finestrino del non saper andare per questo veleno che nasconde e che nessuno saprà mai.

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